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29 Ottobre 2007
"Eureka, il vino
di Archimede"
Incontro con i sommellier AIS della Provincia di
Treviso
Si è svolto nei giorni scorsi, presso la
nostra cantina, uno speciale evento che ha visto coinvolte diverse
anime del settore del vino.
L’ ospite d’onore era
l’Associazione Italiana Sommelier della Provincia di
Treviso guidata dal proprio delegato Signor Arno
Galleazzi.
Oltre ai sommelier gli altri mondi
rappresentati erano quello dei produttori, degli enologi e dei
costruttori di macchine e attrezzature enologiche. L’occasione è
stata la presentazione del nuovo metodo di vinificazione in rosso
adottato dalla nostra azienda, ovvero la soluzione Eureka della ditta Tecnogen,da cui il titolo della serata
“Eureka:il vino di Archimede".
E’ stato
sicuramente inusuale per noi un approccio così tecnico,
considerando che la nostra idea del vino a volte stride con alcuni
aspetti della tecnologia caratterizzati come siamo da una visione
tradizional-naturalistica della vinificazione. Ogni introduzione
di nuove attrezzature viene valutata con grande attenzione per
evitare che soluzioni che, nell’immediato risultano vantaggiose,si
rivelino poi un limite per la lunga vita che abbiamo l’ambizione
di riservare ai nostri vini.
Inusuale, inoltre, il fatto che una
serata così sia stata dedicata ai sommelier e non piuttosto agli
enologi o ai tecnici di cantina. E allora perché? In primo luogo
perché quando abbiamo conosciuto Eureka abbiamo avuto
l’impressione di trovarci di fronte ad una tecnologia innovativa
da un lato ma estremamente rispettosa della materia prima e cioè
dell’uva dall’altro, con l’obiettivo di esaltarne le potenzialità
in una sorta di complice alleanza.
In secondo luogo perché
penso che i sommelier rappresentino il fondamentale anello di
congiunzione tra produttore e consumatore. Avendo una diffusione
capillare a livello nazionale essi conoscono le caratteristiche
peculiari di ogni singolo vino come espressione del binomio
vitigno-territorio e interpretano meglio di qualunque altro
l’evoluzione continua che l’uomo inserisce come proprio valore
aggiunto in tale binomio.
Il primo intervento della serata
è stato dell’enologo Luigi Cigaia che ha fatto
una preziosa descrizione dei principi base che guidano la
vinificazione di uve a bacca rossa illustrandone, in modo
sintetico ma estremamente chiaro e comprensibile, obiettivi e
problematiche.
E’ stata quindi la volta del Signor Paolo Gentili, titolare della Tecnogen e “papà”
di Eureka, il quale è partito dalla sua lunga e appassionata
ricerca di un metodo "efficace, delicato e selettivo" che consenta
l’estrazione delle sostanze nobili dalle parti solide presenti
durante le varie fasi della trasformazione in vino.
L’obiettivo principale quindi era quello di poter disporre
di un sistema che permetta la gestione delle variabili coinvolte
in tale vinificazione con la finalità di ottenere dei vini al
massimo delle potenzialità di partenza.
Se durante la fase
pre-fermentativa e post-fermentativa le scelte possono essere
relativamente facili, durante il processo fermentativo vero e
proprio le stesse scelte sono ostacolate da problematiche di non
facile soluzione. Infatti, la formazione di un cappello di
vinaccia alquanto compatto sulla superficie della massa in
fermentazione ha costretto la ricerca tecnologica a cercare
soluzioni per poter mettere tale massa a contatto del mosto
sottostante.
L’enologo ha quindi avuto a disposizione fino
a oggi vari sistemi tra i quali: pompe con irroratori, follatori,
serbatoi orizzontali rotanti o a pale follatrici rotanti,
diaframmi che costringono la sommersione del cappello, delestage
con movimentazioni meccaniche, utilizzo di gas per la
disgregazione del cappello ed altri ancora meno diffusi creando
macchine costose nell’acquisto e nell’uso oltre che complesse e
inutilizzabili come serbatoi.
Si è per questo andati ad
analizzare le cause che determinano la compattazione delle vinacce
verso l’alto.
I fenomeni di galleggiamento dei corpi
solidi immersi in un fluido sono governati da una legge nota come
principio idrostatico (Principio di Archimede, 250
A.C. ).
Per capire meglio ciò che accade nella
massa fermentante ci si è concentrati su un singolo acino notando
che:
la naturale produzione di CO2 da parte dei lieviti durante
la fermentazione alcolica porta alla formazione di microbolle di
gas che risalgono verso la superficie ed in parte vengono
trattenute dentro e fuori gli acini. Queste ultime cambiano quindi
il peso specifico degli stessi provocandone la risalita verso la
superficie. Più le bolle si ingrandiscono e più la spinta verso
l’alto sarà forte.
Da qui il progetto Eureka. In una prima
fase un’apposita valvola posta sul chiusino superiore del
vinificatore controllerà la CO2 prodotta dalla fermentazione e
quindi determinerà all’interno del serbatoio una leggera pressione
0,3 bar che si ripartirà all’interno del serbatoio stesso. Anche
la bolla presente dentro l’acino, a seguito di questa pressione,
diminuirà notevolmente il suo volume causando l’annullamento della
spinta verso l’alto.
Il “ cappello” di vinaccia quindi con
l’esaurirsi della spinta, tenderà naturalmente ad affondare
distribuendosi nella massa del liquido a vari livelli. Il
rimpicciolirsi della bolla provoca anche un altro effetto
importante: un eguale volume di mosto entrerà dentro
l’acino.
La successiva fase comporta l’apertura della
valvola posta sul chiusino superiore del vinificatore con uscita
repentina della CO2 ed azzeramento della pressione interna. Questo
provocherà un immediato aumento di volume di tutte le bolle
presenti nella massa causandone una veloce risalita verso l’alto.
Anche nel singolo acino l’espansione del gas presente comporterà
l’espulsione delle bolle e del mosto interno arricchito di
sostanze nobili. L’enologo può gestire la successione di queste
fasi caratterizzando quindi la vinificazione.
E’ stato
possibile nel corso della serata assistere in diretta alle varie
fasi di lavorazione di un vinificatore Eureka con uve di Raboso
del Piave DOC, vendemmia 2007, in fermentazione, cosa che ha
facilitato la comprensione del processo.
Da questa
presentazione si capisce perché il nostro interesse si sia
concentrato su questa soluzione che ci permette di esaltare le
caratteristiche migliori che sanno evidenziare le nostre uve
evidenziano l’aspetto territoriale e allo stesso tempo aumentando
la sensazione della piacevolezza e dell’eleganza alla
degustazione.
Durante l’ultima vendemmia si sono
seguite delle tesi sperimentali di confronto tra i diversi metodi
di vinificazione. Federico Zago, studente presso
la Facoltà di Enologia dell’Università di Padova, coordinato dalla Professoressa Bosso, ha raccolto i dati della
vinificazione sui nostri Merlot e ha gestito una serie di
microvinificazioni, alcune delle quali sono state oggetto di
degustazione degli intervenuti.
L’enologo e sommelier Denis Dan ha condotto tali degustazioni a
confronto tra i diversi metodi oltre ad alcuni vini della
vendemmia 2006 prodotti con il sistema Eureka.
Le differenze
percepite hanno confermato le descrizioni teoriche acquisite in
precedenza.
La degustazione è quindi proseguita con la
presentazione in anteprima del Distillato
di Raboso Passito dell’azienda, vendemmia 2005,
prodotto dalla Distilleria Bonaventura Maschio,
condotte dall’autore di questa eccellenza,l’enologo Mastro
Distillatore Stefano Baseotto.
Per gli
intervenuti è stata l’occasione, al di là di aver potuto cogliere
in degustazione a confronto le peculiarità di grappa e di
distillato d’uva e per compiere un breve ma intenso viaggio nel
mondo dei “ superalcolici ” con importanti nozioni per poterli in
seguito assaporare con maggior cognizione di causa e per avere
anche notizie pratiche sui modi di conservazione, sulle
temperature di servizio, su eventuali abbinamenti ecc…
Sono state proiettate immagini sulle varie fasi della
produzione e, in particolare, sulla cernita dei grappoli di Raboso
del Piave della Bonotto delle Tezze e sui successivi delicati mesi
dell’appassimento, periodo fondamentale per ottenere alla fine
un’uva appassita perfettamente integra e sana.
Si sa che se
questo è importante per il Vino Passito lo è ancora di più per il
Distillato. Infatti presenze anche minime di muffe o di batteri
possono portare a evidenziare in fase di distillazione alterazioni
aromatiche non gradite che possono rovinare tutto il prodotto.
La distillazione evidenzia infatti l’essenza stessa della
materia prima fornendo sentenze senza appello in caso di qualsiasi
tipo di alterazione.
La chiusura della bella serata passata
insieme con un buffet preparato dal cuoco Omar Lapecia
Bis abbinato ai vini dell’azienda conclusosi alla grande
con il Passito
di Raboso 2005 affiancato ad uno splendido tortino al
cioccolato.
Antonio Bonotto
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